Archivio mensile:gennaio 2015

Sostenibilità e nuovi farmaci antitumorali di Francesco Perrone

Problemi di natura economica condizionano sempre più frequentemente la possibilità di accesso ai trattamenti oncologici: la “tossicità finanziaria” è diventata questione molto importante in numerosi paesi, compresi gli Stati Uniti. Il costo esorbitante dei nuovi farmaci antitumorali sta diventando impegnativo per paesi europei come l’Italia dove il sistema sanitario pubblico si basa su solidarietà ed equità di accesso alle cure. L’incremento dei costi dei nuovi farmaci non può essere giustificato dalla loro efficacia, in quanto la portata del loro beneficio è spesso marginale e può avere scarso impatto clinico. In Europa, pertanto, sono necessarie nuove strategie nella gestione del regolatorio che tengano conto della questione economica come principale aspetto per stabilire il valore dei nuovi farmaci antitumorali.

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Le dimissioni di Guido Rasi da Direttore dell’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) di Luigi Bozzini, Maria Font

il 13 novembre scorso è stata pubblicata una sentenza del Tribunale per la funzione pubblica dell’Unione Europea (UE) che ha dichiarato non valida la procedura con cui Guido Rasi è stato nominato Direttore esecutivo dell’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA). La nomina di Rasi alla carica di massima autorità europea in ambito regolatorio farmaceutico è stata impugnata da Emil Hristov, ex capo dell’agenzia del farmaco della Bulgaria, a parere del quale l’iter procedurale per la formazione della rosa di candidati all’incarico risultava viziato da conflitti di interesse. Per tale motivo, Hristov ha fatto istanza di procedimento per l’annullamento della nomina presso il Tribunale per la funziona pubblica dell’UE.

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L’introduzione dei nuovi antivirali per l’epatite C: è possibile un compromesso tra salute e mercato? di Anna Maria Marata, Giulio Formoso

Quando si parla di innovazione in campo farmacologico, un esempio attuale che merita senz’altro di essere citato è quello dei nuovi farmaci per l’epatite C (HCV), che stanno cambiando le prospettive di cura per milioni di pazienti con epatite cronica. Parliamo in particolare della classe degli antivirali diretti come sofosbuvir, simeprevir e daclatasvir – tutti approvati per la commercializzazione in Europa nel 2014 – e delle associazioni precostituite di sofosbuvir + ledipasvir (appena approvato) o di ombitasvir/paritaprenavir/ritonavir associato a desabuvir, di prossima commmercializzazione in Europa.

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