Archivio mensile:marzo 2015

Conflitto di interessi nel DSM-5 Luigi Bozzini, Maria Font

Il Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (DSM) è un sistema di classificazione dei più comuni disturbi (o disordini) mentali ed uno degli strumenti diagnostici tra i più utilizzati nella pratica clinica e nella ricerca in psichiatria. La sua finalità è di contribuire a migliorare il processo diagnostico, il trattamento, la riabilitazione e la ricerca (clinica, epidemiologica, sociale, forense, assicurativa, ecc.) nell’ambito della psicopatologia. Dalla prima versione del manuale, pubblicato dall’American Psychiatric Association (APA) nel1952, sono state predisposte altre quattro versioni, l’ultima del 2013 è la DSM-5. Malgrado la politica sui conflitti di interessi implementata dall’APA, oltre il 50% degli estensori del manuale presenta legami
finanziari con le aziende farmaceutiche.

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Accesso diretto alla pillola dei 5 giorni dopo: un richiamo al rispetto della libertà di scelta Cinzia Colombo

Il parere espresso il 10 marzo dal Consiglio Superiore di Sanità (CSS) – secondo cui l’obbligo di ricetta medica per la pillola dei 5 giorni dopo deve essere mantenuto, qualsiasi sia l’età della donna – ha suscitato critiche, anche al suo interno.

L’agenzia europea del farmaco (EMA) si è espressa a favore dell’accesso al farmaco senza prescrizione, raccomandazione a cui ha fatto seguito il 12 gennaio la decisione della Commissione europea di autorizzare l’accesso diretto del farmaco nelle farmacie. Su questo, il Ministro della salute Lorenzin ha richiesto il parere del CSS. Gli effetti collaterali della pillola e il suo supposto effetto abortivo sono stati alcuni tra gli argomenti oggetto di discussione.

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Nota sulla risposta del Governo all’interrogazione parlamentare sulla ricerca indipendente dell’AIFA Giuseppe Traversa

Il Governo, per bocca del Sottosegretario alla Salute Vito De Filippo, ha risposto all’interrogazione parlamentare presentata da Nerina Dirindin sui ritardi nella gestione del bando 2012 della ricerca indipendente dell’AIFA.

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Il caso dabigatran: l’importanza della trasparenza Monia Donati, Mario Melis

“Can we rely on RE-LY?” era nel 2009 il titolo dell’editoriale del New England Journal of Medicine a commento dello studio RE-LY di confronto tra il dabigatran, primo esponente della classe dei nuovi anticoagulanti orali, e il warfarin in pazienti con fibrillazione atriale non valvolare, a rischio di ictus. Da questo studio è emerso che entrambi i dosaggi di dabigatran erano non inferiori al trattamento con warfarin in termini di efficacia (ictus e embolia sistemica); inoltre, alla dose di 150 mg il dabigatran era più efficace rispetto al gruppo di confronto, mentre al dosaggio di 110 mg risultava superiore in termini di sicurezza (sanguinamenti maggiori). A cinque anni di distanza, il British Medical Journal riprende la questione pubblicando un’inchiesta sulla mancanza di trasparenza dei dati forniti alle agenzie regolatorie dalla Boehringer.

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