Archivio mensile:giugno 2015

Che cosa abbiamo imparato dalla ricerca clinica contro Ebola? Roberto Satolli

“La sperimentazione di possibili rimedi promettenti è possibile solo in corso di un’epidemia, ma le difficoltà in corso di un’epidemia di Ebola sono tali da rendere quasi impossibile una sperimentazione randomizzata e controllata”. Così Roberto Satolli in un primo contributo su Ebola già ripreso da Politiche del farmaco.

Ora che l’epidemia è agli sgoccioli – e lo studio clinico sull’amiodarone, farmaco antiaritmico che ha mostrato una forte attività contro il virus Ebola in cellule umane coltivate in vitro, non si realizzerà – vale la pena fare un bilancio di come sono andate le cose e degli insegnamenti che se ne possono ricavare, facendo tesoro anche di un’esperienza di prima mano sul campo.

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Algoritmo AIFA-AMD-SID per la terapia del diabete. Target di glicata e rischio di sovrattrattamento Alberto Donzelli, Alessandro Battaggia, Giulio Mariani

La convinzione che l’HbA1c vada tenuta a <7% per la maggioranza dei diabetici, anche intensificando politerapie farmacologiche, non è fondata sulle migliori prove di efficacia e sicurezza, ma è stata alimentata per anni, e in parte lo è tuttora. L’algoritmo per gestire il diabete T2 condiviso da AIFA con AMD e SID ha scarse probabilità di modificarla. Sarebbe meglio dire che i valori di HbA1c raccomandati con terapie farmacologiche nella gran parte dei diabetici si collocano tra 7 e 8% (anche 7,58,5% in presenza di deficit cognitivo, disagio sociale, non autosufficienza, disabilità o fragilità per età avanzata). Si possono raccomandare livelli di HbA1c “strettamente vicini al 7%” nella gran parte dei pazienti adulti, che sono comunque una minoranza.

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