Archivio mensile:luglio 2018

Se la pratica si dissocia dalla ricerca Giuseppe Traversa

Nel mese di aprile di quest’anno, JAMA ha pubblicato una serie di articoli sul ruolo della vitamina D nella prevenzione delle fratture e delle cadute. In base all’insieme delle evidenze disponibili, la conclusione della USPSTF (United States Preventive Services Task Force) è netta: la supplementazione di vitamina D, da sola o con calcio – in soggetti adulti non istituzionalizzati e senza un deficit noto di vitamina D, osteoporosi o precedenti fratture – non è associata a una riduzione dell’incidenza di fratture.

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Dieci anni di farmaci oncologici: un bilancio non esaltante Italo Portioli

Una rilettura critica del primo studio di sintesi sistematica dei risultati a distanza dell’uso di nuovi farmaci oncologici rileva che se alcuni farmaci hanno buone ragioni per motivare spese ingenti – e in continua crescita – per altri il beneficio per la salute sembra scarso o inesistente. Lo studio ricavato dall’assemblaggio del lavoro delle tre tra le più agguerrite agenzie di HTA di Regno Unito, Francia, Australia è molto complesso e presenta limiti, in parte inevitabili, ma in ogni modo si tratta di dati che meritano un commento anche da qualcuno “laterale” al mondo oncologico. Per formularlo potrebbe non bastare il senso clinico, ma con qualche sostegno di senso comune esso può arrivare ad una conclusione, diciamo, distaccata, laica. Tuttavia lo studio pubblicato a fine del 2016 su JAMA Oncology non ha avuto risonanza né sollevato dibattito, nel mondo oncologico e fuori, in quello dei regolatori o dei farmacologi clinici o, e soprattutto, nella sensibilità pubblica della comunità dei malati e delle loro famiglie. Perché il silenzio su un dato tanto importante?

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