Il caso dabigatran: l’importanza della trasparenza Monia Donati, Mario Melis

“Can we rely on RE-LY?” era nel 2009 il titolo dell’editoriale del New England Journal of Medicine a commento dello studio RE-LY di confronto tra il dabigatran, primo esponente della classe dei nuovi anticoagulanti orali, e il warfarin in pazienti con fibrillazione atriale non valvolare, a rischio di ictus. Da questo studio è emerso che entrambi i dosaggi di dabigatran erano non inferiori al trattamento con warfarin in termini di efficacia (ictus e embolia sistemica); inoltre, alla dose di 150 mg il dabigatran era più efficace rispetto al gruppo di confronto, mentre al dosaggio di 110 mg risultava superiore in termini di sicurezza (sanguinamenti maggiori). A cinque anni di distanza, il British Medical Journal riprende la questione pubblicando un’inchiesta sulla mancanza di trasparenza dei dati forniti alle agenzie regolatorie dalla Boehringer.

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