Ezetimibe per il colesterolo alto? Ci sono scelte migliori Alberto Donzelli, Alessandro Battaggia

Pur sul mercato da molti anni, ezetimibe non aveva mai dimostrato un convincente valore aggiunto di interesse per i pazienti, al di là della capacità di abbassare il colesterolo(c)LDL del 15­20% in modo indipendente dalle statine. Il grande RCT IMPROVE-­IT è presentato come la prova finale del valore aggiunto in generale di ezetimibe rispetto a una statina e la conferma che “più basso è (il cLDL) meglio è”. Marketing e opinion leader dipingono ezetimibe come un grande progresso terapeutico. Ma i dati lo confermano? In realtà essi riguardano solo gravi coronaropatici, con riduzione in 7 anni del 2% di eventi cardiovascolari, ma non di mortalità; non riportano gli eventi avversi gravi totali (il 42% ha interrotto le cure); nei RCT vs placebo, simva+ezetimibe ha dato alcuni morti in più. Ci sono interventi ben più efficaci e costo-efficaci.

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