Sostenibilità e nuovi farmaci antitumorali di Francesco Perrone

Problemi di natura economica condizionano sempre più frequentemente la possibilità di accesso ai trattamenti oncologici: la “tossicità finanziaria” è diventata questione molto importante in numerosi paesi, compresi gli Stati Uniti. Il costo esorbitante dei nuovi farmaci antitumorali sta diventando impegnativo per paesi europei come l’Italia dove il sistema sanitario pubblico si basa su solidarietà ed equità di accesso alle cure. L’incremento dei costi dei nuovi farmaci non può essere giustificato dalla loro efficacia, in quanto la portata del loro beneficio è spesso marginale e può avere scarso impatto clinico. In Europa, pertanto, sono necessarie nuove strategie nella gestione del regolatorio che tengano conto della questione economica come principale aspetto per stabilire il valore dei nuovi farmaci antitumorali.

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Un pensiero su “Sostenibilità e nuovi farmaci antitumorali di Francesco Perrone

  1. Raffaele Bernardini

    L’assistenza farmaceutica sta diventando sempre più onerosa per la spesa sanitaria.E’ indubbio che per vari motivi i farmaci costino molto e la rimborsabilità a cura del Ssn diventa sempre più precaria. Ma i farmaci che si producono non sono troppi e spesso le notizia sono molto scarse sulla loro efficacia. Bisognerebbe che la divulgazione sulla Filiera dei farmaci sia esaustiva. E l’AIFA dovrebbe valutare con grande attenzione il rapporto costo- efficacia di un farmaco con particolare attenzione alla sicurezza del farmaco stesso ed ai probabili effetti indesiderati.
    Poiché i farmaci sul mercato diventano troppi è difficile per un medico valutare quale sia il farmaco “buono, efficace” e quello che produce scarsi effetti terapeutici.
    Si può fare una valutazione dei farmaci cosiddetti “salvavita” ? A questo punto è evidente che si riducono le possibilità per l’Autorità regolatoria di inserire farmaci innovativi ad alto costo. Forse la spesa farmaceutica diminuirebbe se le prescrizioni fossero più precise ed appropriate., E’ noto che molti medicinali servono a poco od a niente ed anche metterli in fascia C producono oneri a carico dei pazienti.
    E per i farmaci antitumorali non è indispensabile una indagine che rilevi quale sia realmente la loro efficacia terapeutica o se questa viene lasciata al,,,,destino…Curare una persona e sapere che i risultati terapeutici sono scarsi od addirittura ignorati è un grave vulnus alla spesa sanitaria ed a questo punto non vorremmo che il Ssn in Italia andasse al fallimento…mentre anche le regioni devono fare la loro parte nella disciplina dell’assistenza farmaceutica con adeguati controlli sul numero delle prescrizioni e su quali farmaci vi sia un particolare “privilegio prescrittivo”.

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