Proseguirà il nostro Turno?

Ma davvero Roberto Turno va in pensione? E noi come facciamo? Sì, lo sappiamo che tutti hanno diritto alla pensione, e questo evidentemente deve valere anche per Roberto Turno. Ma noi non eravamo preparati. Nella nostra testa, Roberto Turno e Sole sanità si identificano. Forse, se lo avessimo saputo con un po’ di anticipo, avremmo attutito il colpo. Di certo, sembrerà strano non alzare più il telefono per scambiare un punto di vista, confrontare un parere o cercare un aspetto positivo nascosto nei commi di una legge o di una decisione di politica sanitaria.

E ci mancherà il suo atteggiamento libero.

Bernard Shaw, nella prefazione de “La professione della signora Warren”, sosteneva che l’obiettivo di un autore di talento è quello di evitare due rischi opposti: scrivere testi che magari sono considerati profondamente innovativi ma che non vengono visti da nessuno, così come proporre testi solo per compiacere chi paga. Turno è riuscito a tenersi su questo crinale difficile, a perseguire il massimo di libertà e innovazione, anche quando in gioco vi erano interessi forti, senza perdere di vista l’interesse dei lettori.

Auguri Roberto, e grazie.

Gli amici di Politiche del farmaco e del Pensiero Scientifico Editore

Leggi “Vaccini, un cattivo esempio di dialogo mancato” di Roberto Turno su Il Sole 24 Ore

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