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Società scientifiche e norme sulle linee guida Giuseppe Traversa

La proposta di legificare le linee guida e di delegare alle società scientifiche il loro sviluppo è sbagliata e potenzialmente dannosa sia per i pazienti che per i professionisti della sanità. Dovrebbe invece essere il Servizio Sanitario Nazionale a garantire la qualità di quello che viene raccomandato, come testimoniato da esperienze ben consolidate a livello internazionale, a cominciare da quella del NICE (National Institute for Health and Care Excellence) in Gran Bretagna.

(Sui ruoli del NICE si legga il contributo di Michael Rawlins pubblicato su Politiche del Farmaco).

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Responsabilità del medico e linee-guida La posizione del Network Italiano Cochrane e dell’Associazione Alessandro Liberati

Il Network italiano Cochrane e l’Associazione Alessandro Liberati indirizzano una lettera aperta agli Onorevoli membri della Commissione Sanità del Senato e della Commissione Affari Sociali della Camera. Nel testo si esprimono alcune osservazioni in merito alle annunciate disposizioni legislative che riguardano la relazione tra responsabilità professionale del medico e il contenuto di linee-guida di pratica clinica. “Un provvedimento legislativo su un tema così delicato e complesso”, si legge nella lettera aperta, “si dovrebbe basare sulle migliori conoscenze maturate al riguardo nella comunità scientifica”.

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I ruoli del NICE Michael Rawlins

Il National Institute for Clinical Excellence (NICE) è stato creato nel 1999 dal Dipartimento di Salute britannico come una agenzia indipendente, libera da interessi politici o di parte di altro tipo. Il suo mandato era di fornire raccomandazioni (guida) agli operatori sanitari che lavorano nel Servizio sanitario nazionale (NHS) per raggiungere i più alti standard possibili nella cura dei loro pazienti. La missione originale del NICE era limitata a fornire valutazioni tecnologiche e a sviluppare linee guida cliniche. Nei successivi 15 anni, comunque, il suo ruolo si è espanso fino a includere altre forme di guida. Il core business dell’Istituto rimane comunque la produzione e la pubblicazione di technology appraisal e linee guida cliniche.

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