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Avastin contro Lucentis: ovvero, l’impatto clinico della sostenibilità delle terapie Giulio Formoso, Chiara Silvani, Francesco Nonino, et al.

Agli addetti ai lavori e forse non solo a loro è ben noto il dibattito su Avastin (bevacizumab, Roche) e Lucentis (ranibizumab, Novartis), venuto alla ribalta dei grandi media con una sentenza dell’Autorità Antitrust italiana e già ampiamente trattato da testate medico-scientifiche e da bollettini di informazione sui farmaci. Un breve riassunto è necessario per chi non sia al corrente di questa storia.

Del dibattito su bevacizumab e ranibizumab se ne è già parlato su Politiche del farmaco con due articoli di Antonio Clavenna: il primo ha aperto la questione, il secondo l’ha ripresa.

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Bevacizumab, ranibizumab (e dintorni)…
Lo “scarmazzo” continua, in Europa
di Antonio Clavenna

Il 9 febbraio scorso le federazioni europee dell’industria farmaceutica (EFPIA), delle industrie biotecnologiche (EuropaBio), e degli imprenditori farmaceutici (EUCOPE) hanno presentato una denuncia alla Commissione Europea contro l’Italia, rea di aver approvato un provvedimento legislativo che, per ragioni puramente economiche, promuove l’uso dei medicinali per indicazioni non approvate dall’autorizzazione all’uso in commercio. Pertanto, stando alla denuncia, la legislazione italiana violerebbe e minerebbe il sistema europeo dell’autorizzazione alla commercializzazione dei medicinali.  Secondo le aziende, questo provvedimento “sarebbe guidato solo da considerazioni economiche che non dovrebbero mai prevalere sulla tutela della salute pubblica”.

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Lo strano derby tra bevacizumab e ranibizumab. Ma il biglietto chi lo paga? di Antonio Clavenna

Il bevacizumab (nome commerciale Avastin©) è un anticorpo monoclonale che blocca la crescita dei vasi sanguigni (angiogenesi) attraverso il legame con il fattore di crescita dell’endotelio vascolare (Vascular Endotelial Growth Factor, VEGF). Il bevacizumab è nato come antitumorale, ma si è successivamente scoperto che questo farmaco può essere utile anche in alcune patologie dell’occhio caratterizzate dalla formazione di vasi sanguigni nella retina (degenerazione maculare; retinopatia del neonato prematuro). L’uso del bevacizumab in Italia (ma non solo) è però autorizzato solo nella terapia di alcuni tumori e non per il trattamento delle malattie della retina: nonostante l’esistenza di prove scientifiche sulla sicurezza e efficacia del farmaco nella degenerazione maculare, la ditta produttrice (la Roche) non ha mai fatto richiesta alle autorità regolatorie per estendere anche a questa malattia l’indicazione d’uso del farmaco.

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