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Ginevra approva la proposta italiana di trasparenza sui prezzi dei farmaci Valerio Reggi

La proposta italiana indirizzata a febbraio scorso dal Ministro Grillo all’Organizzazione Mondiale della Sanità, e nella quale si affronta il tema della mancanza di trasparenza nel mercato farmaceutico, è un “sasso scagliato nello stagno OMS. Una sortita inattesa perché, a Ginevra, l’Italia non ha mai osato tanto in precedenza, prendendo iniziative di così grande visibilità; ma anche perché nessun paese aveva mai proposto un testo così chiaro, efficace e diretto su un tema così controverso e ricco di implicazioni come la trasparenza dei costi e dei prezzi in ambito sanitario”. L’Assemblea Mondiale della Sanità ha approvato ora la proposta italiana con una risoluzione cui hanno fatto seguito diversi commenti.

Su Politiche del Farmaco, Valerio Reggi torna sul tema dopo la pubblicazione del contributo di Giuseppe Traversa su Politiche del Farmaco.

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La risoluzione per prezzi dei farmaci trasparenti Giuseppe Traversa

L’assemblea mondiale della sanità (organismo legislativo dell’OMS che riunisce annualmente i rappresentanti di tutti gli stati membri) ha approvato la risoluzione – Improving the transparency of markets for medicines, vaccines, and other health products – inizialmente proposta dal governo italiano, per costruire un sistema più trasparente, a partire dai prezzi dei farmaci e degli altri prodotti sanitari. La risoluzione esorta fra l’altro gli Stati membri ad “assumere misure appropriate per condividere pubblicamente i prezzi netti dei prodotti sanitari”, e cioè i prezzi al netto dei possibili rimborsi e sconti confidenziali che oggi sono concordati con le aziende. La costruzione di un sistema più trasparente richiederà comunque un lavoro ulteriore in ciascun Paese, ma la risoluzione approvata attesta con chiarezza un indirizzo e una volontà politica. Per un commento sulla proposta fatta a febbraio di quest’anno dal Ministro della Salute italiano, leggi anche l’articolo di Giuseppe Traversa su Ricerca e Pratica.

La lista nera della FDA Antonio Addis

Le aziende farmaceutiche investono grandi risorse per sviluppare nuovi farmaci e alcune di queste, con l’obiettivo di difendere i loro successi terapeutici anche dopo la perdita di brevetto, non risparmiano colpi bassi a chi vuole produrre delle copie degli stessi medicinali. Per cercare di limitare i falli da cartellino rosso e fare in modo che tutto si svolga secondo le legittime regole del mercato, la Food And Drug Administration ha deciso di usare l’arma della trasparenza. In pratica è stata pubblicata la lista delle aziende che sono state richiamate più volte per atteggiamenti ostruzionistici nei confronti di competitori intenzionati a produrre le formulazioni “equivalenti” dei principi attivi “originali”.

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Innovazione, velocità e trasparenza Antonio Addis

La recente determina dell’Agenzia Italiana del Farmaco, che stabilisce i criteri per l’attribuzione dell’innovatività ai nuovi medicinali, riapre la discussione su ciò che è bene avere a disposizione in via prioritaria tra le tante terapie farmacologiche che si affacciano sul mercato. Il tema della velocità di accesso dei nuovi farmaci e il tentativo di favorire tutto ciò che potrebbe potenzialmente offrire un vantaggio terapeutico non è una novità per gli enti regolatori. Anzi, a ben guardare si può dire che si tratta di un elemento che Agenzie nazionali ed internazionali affrontano in modo ricorrente.

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L’ipocrita falsa verginità Giampaolo Velo, Mauro Venegoni, Pietro Dri

“Noi crediamo fermamente che i conflitti di interesse influenzino i risultati delle ricerche ma che l’unico modo per ovviare a questa situazione non sia fingere di risolvere il problema creandosi uno schermo di solo apparente verginità (la frase “nessuno di noi ha conflitti di interesse” è quanto meno ipocrita visto che i conflitti di interesse non sono solo quelli economici, ma anche accademici, intellettuali, politici e religiosi, etc. etc.), ma è all’opposto portare alla luce i conflitti stessi e renderli palesi. Atteggiamento peraltro che è assunto da tutte le più importanti riviste scientifiche internazionali le quali non vietano certo ai ricercatori con conflitti d’interesse di pubblicare i loro lavori sulle loro testate, ma impongono che essi siano resi trasparenti”.

Focus Farmacovigilanza si pronuncia sulla proposta dell’ISDB relativa ai conflitti di interesse in votazione alla prossima Assemblea generale di giugno. Anche Maurizio Bonati, per Ricerca & Pratica, aveva commentato la proposta.

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Accesso ai dati degli studi clinici: la ventilata trasparenza dell’EMA si rivela opaca di Rita Banzi, Vittorio Bertele', Silvio Garattini

Lo scorso ottobre l’Agenzia europea per il controllo dei medicinali (European Medicine Agency, EMA) ha reso note le proprie decisioni in merito all’accesso ai dati degli studi clinici presentati in appoggio alle richieste di autorizzazione al commercio di un nuovo farmaco. Il documento, che riporta la descrizione di quali dati e documenti verranno resi pubblici e con quali modalità, è il frutto di un’accesa discussione intercorsa nell’anno precedente, dopo che l’EMA stessa aveva aperto una consultazione pubblica sulla prima bozza di provvedimento.

 

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