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Innovazione, velocità e trasparenza Antonio Addis

La recente determina dell’Agenzia Italiana del Farmaco, che stabilisce i criteri per l’attribuzione dell’innovatività ai nuovi medicinali, riapre la discussione su ciò che è bene avere a disposizione in via prioritaria tra le tante terapie farmacologiche che si affacciano sul mercato. Il tema della velocità di accesso dei nuovi farmaci e il tentativo di favorire tutto ciò che potrebbe potenzialmente offrire un vantaggio terapeutico non è una novità per gli enti regolatori. Anzi, a ben guardare si può dire che si tratta di un elemento che Agenzie nazionali ed internazionali affrontano in modo ricorrente.

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L’ipocrita falsa verginità Giampaolo Velo, Mauro Venegoni, Pietro Dri

“Noi crediamo fermamente che i conflitti di interesse influenzino i risultati delle ricerche ma che l’unico modo per ovviare a questa situazione non sia fingere di risolvere il problema creandosi uno schermo di solo apparente verginità (la frase “nessuno di noi ha conflitti di interesse” è quanto meno ipocrita visto che i conflitti di interesse non sono solo quelli economici, ma anche accademici, intellettuali, politici e religiosi, etc. etc.), ma è all’opposto portare alla luce i conflitti stessi e renderli palesi. Atteggiamento peraltro che è assunto da tutte le più importanti riviste scientifiche internazionali le quali non vietano certo ai ricercatori con conflitti d’interesse di pubblicare i loro lavori sulle loro testate, ma impongono che essi siano resi trasparenti”.

Focus Farmacovigilanza si pronuncia sulla proposta dell’ISDB relativa ai conflitti di interesse in votazione alla prossima Assemblea generale di giugno. Anche Maurizio Bonati, per Ricerca & Pratica, aveva commentato la proposta.

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Accesso ai dati degli studi clinici: la ventilata trasparenza dell’EMA si rivela opaca di Rita Banzi, Vittorio Bertele', Silvio Garattini

Lo scorso ottobre l’Agenzia europea per il controllo dei medicinali (European Medicine Agency, EMA) ha reso note le proprie decisioni in merito all’accesso ai dati degli studi clinici presentati in appoggio alle richieste di autorizzazione al commercio di un nuovo farmaco. Il documento, che riporta la descrizione di quali dati e documenti verranno resi pubblici e con quali modalità, è il frutto di un’accesa discussione intercorsa nell’anno precedente, dopo che l’EMA stessa aveva aperto una consultazione pubblica sulla prima bozza di provvedimento.

 

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